La Sterfimia... chi?

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Nome: STERFIMIA
trecce rosse. occhio nero. sorriso soddisfatto. sono LA STERFIMIA. un'elegante malattia infettiva?! o soltanto una leggiadra strega dai capelli arruffati?!

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venerdì, 09 maggio 2008

L'AGENDA DEGLI ORRORI

Le date mi stanno incastrando.
Cerco di far (com)baciare il mio rinomato ottimismo con la realtà dei fatti: fare 4 esami nella sessione estiva giugno-luglio è davvero credere in un mondo migliore. Quasi utopia. ma faccio finta di niente e vado avanti con i miei piani.
Tra i 4 esami prescelti, fortunelli, due fattibili - visti, spogliati e rivisti.
Altri due un po’ più…un po’ meno…Metodi d’Analisi Qualitativi e Quantitativi della Comunicazione, Tempo libero e dei Consumi. mi si è ingrippata la lingua, ma niente paura, non è altro che statistica. numeri…ok. spaventiamoci.
Segue un onestissimo Diritto Commerciale e d’Impresa, esame di cui ignoro programma, testi, professore. Insomma un buco nero. Preoccupante.
I numeri continuano ad inseguirmi. Date si incrociano tra un lavoro e l’altro. Credo parteciperò a matrimoni, feste e festini di metà Friuli e zone limitrofe. La nausea che mi sale al pensiero non credo sia per le eccessive olive ascolane e code di gamberi che ingurgito regolarmente, no, è qualcosa di ben più forte. Insito in quel grembiule e in quel passo spedito di chi non ha tempo per fermarsi. Ma evito di prendere antiemetici che amme i farmaci mi fanno paura e mi curo con il pensiero di una futura vacanza in un qualdove e in un qualquando.
Oppure punto a quel buffo personaggio dalle capacità rilassanti che nel tempo libero – poco – gioca con videocamera, ventoline e luci colorate, organizza cene di pesce, promette restyling a muri e vetrine di negozi, si incasina con la burocrazia e paga in ritardo le bollette mentre cerca di infilarsi una camicia di lino stropicciata. Riesce a togliermi anche il (seppur inesistente) dubbio sulla sua pazzia nel momento in cui ha accettato di farsi tagliare i capelli da me. Un impavido. Visti i capelli e visto chi terrebbe in mano le forbici……….Tio quanto mi piacerebbe fare la parrucchiera. Ma in uno di quei saloni un po’ alla Fiori d’Acciaio. Tra cise cotonate e tendine rosa shock. Altrimenti non c’è neanche gusto.
postato da: sterfimia alle ore 16:34 | link | commenti (4)
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lunedì, 05 maggio 2008

DISPERSIONE SPAZIO-TEMPORALE

POST
la Toscana enogastronomica mi ha alterato la percezione delle cose.
adesso vedo bambini che sono fiorentine e bottiglie di Chianti che crescono sugli alberi.
non sto niente bene.
postato da: sterfimia alle ore 19:17 | link | commenti (4)
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mercoledì, 23 aprile 2008

Sul cappellaio matto di qualche puntata fa…

…Perché sai - mi disse - mentre cambiavo rullino alla macchina fotografica ho alzato gli occhi e ti ho vista con in mano una bottiglia di prosecco…
- n.b. - no, dico, lui con in mano una 35mm del ’72 ed io una bottiglia di prosecco, di cui tra l’altro ignoro l’annata. -_-"
…e - continua - ho pensato che dovevo assolutamente venire da te.
beh, evidentemente quella bottiglia di prosecco la tenevo proprio bene, eh!
E dicci dicci, ma la sterfi...dico, la sterfi cosa fa...a parte uscire con questo buffo personaggio che definisce simpatici dei bottoni di vernice verde?!
Bah, dormo poco e sguazzo tra esami ormai passati, tra interminabili preparativi per partenza imminente, nonché tra giornate di lavoro e vari impegni sociali e non.
ma soprattutto non.
perché tipo oggi mi ritrovo a fare riposino con nipote bolzanina in trasferta…tutto bene finchè la pipi truffaldina non ci ha fatto sorpresa sotto le coperte.
quasi come quando, quella volta, credo in un’altra vita, mi sono ritrovata con la boulle dell’acqua bucata che, come uno tzunami, mi aveva inondato lenzuola e materasso.  Peccato che il materasso stava in casa del Fu lo mio fidanzatino del tempo. Il difficile è stato poi spiegarlo ai genitori di lui. Svegliati nel cuore della notte da una borsa incontinente.
e non sto parlando di me.
Io adesso di incontinente c'ho solo il sorriso.
Si, se ve lo state chiedendo ho gli occhi gioiosi. sto quasi raggiungendo l'overdose giornaliera.
postato da: sterfimia alle ore 00:33 | link | commenti (8)
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lunedì, 14 aprile 2008

SCHEGGE D'INFANZIA


Ricordo bene quel vortice di calci e pugni. quella mitragliatrice di sberle. e poi del sangue che esce dal naso. Non ricordo però a che naso appartenesse quel sangue.  Non ricordo, a dir la verità, neanche bene il motivo della rissa. Ma l’onore di mia sorella era stato macchiato. Forse con l’inchiostro simpatico. Forse per un’incomprensione a nascondino, ma in qualunque caso doveva essere stato un motivo del tutto valido per farmi accendere in quel modo. E farmi scagliare contro quella specie di tazza dalla chioma bionda.
Credo però il naso indagato fosse il suo. Perché riecheggia ancora quella sensazione di stupore collettivo da oooooh!.
davvero troppo sbalordito.
Perché io, la bimba smilza e taciturna, no, non potevo, non osavo. E il solo pensiero che qualcuno – primi fra tutti me stessa - potesse pensare questo di me irrorava ulteriormente la mia ira.
Poi ricordo d'essere fuggita da quel giardino, lasciando la malmenante e malmenata tra urla e pianti da colossal.
Ma non me ne pentii. Né durante, né poi, quando la madre – grande teiera dalla chioma bionda - rimarcò il mio tanto impulsivo quanto sbagliato atteggiamento con una noiosa ramanzina di cui difficilmente avrò dato peso.
Non importava chi avesse detto cosa, ormai avevo invaso un campo che non era di mia legittimità. E infatti da quel momento fu l’odio di una madre iperprotettiva.
Qualche anno in più (giusto qualcuno, eh!) e si presenta il problema contrario: crescendo dev’essere cresciuta la stima che evidentemente trasmetto a quei genitori che giocano a fare la Marta Flavi del nuovo millennio. Evidentemente la sindrome del nido vuoto non è più un problema per i genitori di oggi. Il problema sta proprio nel buttarli fuori dal nido, sti figli che s’attaccano con le unghie alle pareti di casa.
Io bah a sto punto non ci penso due volte. Riguardo nostalgica alle dita sporche di terra e a quell’odio immotivato. Meglio. Molto meglio. L’odio irragionevole evita lunghe ed imbarazzanti circostanze. Di cui so benissimo mettermici in mezzo da sola. senza l’aiuto di personale esterno.
La Direzione ringrazia.

postato da: sterfimia alle ore 15:53 | link | commenti (11)
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domenica, 06 aprile 2008

NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Vedersi fuori da un contesto rassicurante.
Senza nome11 Senza nome 
Io non avrò la cravatta. Lui, poi, sarà forse meno fascinoso (affermazione discutibile).
Sicuramente però sarà come (ri)conoscersi un’altra volta.
> ma quando succede qualcosa di bello, a chi lo si dice se non al proprio fratello?
mi ha definitivamente conquistata con questa frase - dev'essere stata la rima -
o forse l’anda d‘artista. il cappello da jazzista. le movenze da ballerino anticonformista.
> mi sono svegliato questa mattina e ho pensato: “la devo chiamare”.
E allora aspetto di uscirci per scoprire cosa ci sia dietro quelle movenze da cappellaio matto.
"Un té?!" disse la Lepre Marzolina...
postato da: sterfimia alle ore 23:46 | link | commenti (7)
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mercoledì, 26 marzo 2008

LA RAGAZZA DEL TRENO

Mi alzo all’alba di un giorno qualsiasi e in cucina - sorpresa: la tavola golosamente apparecchiata.
Poi un biglietto: la ciotola di frutta è nel frigo. Il caffè è pronto. Ricordati il miele e le vitamine. BUONA COLAZIONE. e in bocca al lupo per l’esame.
allora penso che sono proprio figlia di mio padre. La mania di lasciare post-it in giro per casa è dunque un’eredità di famiglia. Come la testa smemorina, le mani lunghe e affusolate, l’abitudine di tagliare il pane prima di metterlo in tavola.

E parto.
Prendo la mia valigia da profugo anni cinquanta e punto alle montagne.

Qui rivedo coinquilino, compagno, amico, vittima designata dei messaggi da scovare - ai tempi del mio soggiorno 30ino - tra i cuscini del letto, sul riflesso degli specchi, tra le conserve del frigorifero. la mia firma in una casa ormai lontana ma dall’indelebile odore di buono.

Annuso, non penso a nulla e mi godo il verde di quelle montagne, i racconti tra sorelle sotto calde luci penzolanti, il sorriso di facce tagliate dal vento, l’affetto di un abbraccio che non abbracciavo da tempo ma di cui, poi, credo potrei anche farne a meno. Come d’altronde ho già fatto in passato.

E rido guardandomi allo specchio: le occhiaie marcate e la baritonale voce mattiniera di chi ha appena passato una notte tra bottiglie di vino, fumo e risate senza ritegno, mi fa pensare che in realtà tanto da ridere non c’è. Soprattutto se queste notti tutto son state tranne che vissute a cavallo di fumi alcolici e non.
E allora bevo teino nel tentativo di dimenticare, di rimediare, di purificare. E spero in un imminente futuro di sole dove anche il mio tanto anemico quanto elegante pallore possa diventare colore di vita.

e si torna in Friulandia.

Padova. stazione di Padova.


Ma il nero che colora l’alto del mio finestrino non è sporco, cragna delle nostre stanche e acciaccate FS, no.
Prevedo un rientro bagnato.
postato da: sterfimia alle ore 23:45 | link | commenti (14)
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lunedì, 10 marzo 2008

DICEVI, SCUSA?!

2323194975_f031b68844_m> > > Che sono molto autoreferenziale in questi giorni – seh, beh, come sempre insomma -_-" Faccio finta di non aver sentito: giorni in cui sono soltanto io e i miei esami, io e il mio lavoro, io e i miei amici, io e il mio piumone a righe. Oggi poi sono in casa senza alcuna minima voglia e (n.b.!) senza alcuna minima intenzione di studiare. Quindi sono ANCORA PIU’ fortemente IO.
Ascolto distrattamente voci “(viva) Zapatero ha…Veltroni in visita ai…” com’era?! Vabeh, io il distrattamente  l'ho detto, eh... ma tanto i telemagazine mi hanno proprio stuBata. Sono noiosi ed io voglio poter bannare a vita i giornalisti che parlano con voce impostata da ro-boh imborghesiti con il maldimare. Cioè tutti. Lo so che è un brutto mestiere quello di dare le notizie di cui mezza Italia si vergogna…- vabeh, facciamo tre quarti e non se ne parla più - però,  dico io, dovrebbero pensare che come loro le dicono, noi le ascoltiamo queste shameful news. Quindi non vedo perché loro debbano ulteriormente torturaci in questo modo.
ma non è anticostituzionale sta cosa??!! dovrebbe esserlo…
ecco. Ora però appoggio la mia arma rivoluzionaria che fa un po’ a pugni con lo spirito di questo post e penso a maggio…a quando sarò
io, alcuni amici e Istanbul
è del tutto scontato dire che– e per questo non lo dirò! sappiatelo- colui, colei, coloro che ci fossero già stati, sono caldamente invitati a dare consigli appassionati su dove camminare, dormire, mangiare, guardare, perdersi! Soprattutto. Che annoi ci piace l’avventura. Ma senza vairus intestinali, se possibile.
Ed ora…..ho la cervicale.
Direi conclusione perfetta per un post egogestito nella nullafacenza. me lo merito.
postato da: sterfimia alle ore 17:27 | link | commenti (24)
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lunedì, 03 marzo 2008

UN TRANQUILLO WE DI PAURA

Un attimo prima sono in un vecchio negoziello del centro che, tra odori di naftalina e stoffe ammuffite, compro bottoni colorati per uso ancora sconosciuto, mentre un attimo dopo  – il danno - parbleu sbatto la porta dell’auto mentre mi si dice ma tu sai fare la constatazione amichevole?!. Io guardo il mio cofano incrinato e penso andiamo bene, andiamo. Degno inizio per un degno we. di lavoro.
Ma potrebbe andare peggio. No dai. E invece seh. Invece proprio quella sera, tra il viavai di contrabassisti, batteristi, signorotte cofanate, riders d’altri tempi e lupi di mare senza mare, ho a che fare con loro: coppia di clienti abituali, di quelli che io pago, tu – cosa insulsah - lavora. e fallo in silenzio per favore. possibilmente senza respirare che mi da fastidio.
Mi fermo, respiro.
Ma poi penso a cosa sarebbe il mondo senza di loro. Un mondo dove gli occhiali da sole, incredibile, si userebbero soltanto nelle giornate di sole…davvero ridicolo. E penso alla più ombrosa ignoranza in cui mi ritroverei. L’ignoranza di non sapere che sensazione si prova nel toccare un pitone squoiato a forma di cappotto. Eeeh, non si smette mai d’imparare.
E poi arriva quello che mi vuole rubare la cravatta che guarda, mi starebbe benissimo per il matrimonio di domani, quello che mi tedia per avere la cravatta, quello che mi sfila la cravatta, quello che mi chiede il numero di telefono per potermi rendere la cravatta: guarda, puoi anche tenertela tanto non è mia. :P
E poi fare da spettatori quando invece si vorrebbe essere dei reporter d’assalto per immortalare scene che neanche nella mia più delirante immaginazione: una passerella di capelli cotonati, borsette d’oro argento e mirra, pizzi, paillettes e pellicce dagli improbabili colori, nonché lacrime che disfano quel mascara e quel giusto accennato ombretto blucobalto mentre la figlia dal microfono facile intona un Ai uill olueis lov iuuuuuuuuuuuu
E poi in chiusura il tradizionale gin-tonic defaticante insieme al boss:
- stefi, ma com’è che ti vedo sempre ridere con tutti i clienti??!!
Beh, io la vedo dura restare seri dopo che, con tutta l’eleganza e la professionalità che mi contraddistingue, cerco di versare per l’ennesima volta del prosecco da una bottiglia ancora tappata.
- ma daiiii, ma io lo faccio negli interessi del localeeee...è tutta una strategia la mia... U_U

...a questo punto direi che l'aumento è più che giustificato...
postato da: sterfimia alle ore 22:08 | link | commenti (17)
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lunedì, 25 febbraio 2008

I CAN(n’t) SEE FURTHER THAN MY OWN NOSE AT THE MOMENT (cit.)

Perché da che mondo è mondo tutti sanno che la biblioteca è un luogo magico. Dove si possono fare strani incontri. Luogo investito da poteri e da forze straordinarie e sovrannaturali. Ritrovo per personaggi fantastici in borghese. Quei personaggi avulsi dal contesto.
Interessanti nella loro visibile diversità, si aggirano indisturbati e pacifici tra quella più comune fauna studiosa composta per la maggiorparte da ragazzetti tendenzialmente omologati difficilmente distinguibili l’uno dall’altro. E dici vabeh insomma capita pazienza accetteremo anche questo.
Un giorno però accade qualcosa di strano.
Succede che come sempre entro, sicura, con passo sostenuto di chi arriva a casa e si dirige verso la propria stanza. Già, la mia consueta e rassicurante postazione. Occupata. Chi osah?! Una giovincella dagli occhi blu e dallo smalto fusChia. La fulmino. Probabilmente avrà pensato ce l’avessi con il suo velatamente accennato ombretto rosa. Ha pensato bene. Tiro faccione da pesante indispettimento e vago alla ricerca di un altro posto. Mi imbuco infondo infondo dove meno posso essere disturbata. Mi siedo facendomi spazio tra pupazzetti di hellokitty e woolridge dai colori canonici.
Apro il mio computer. Alzo gli occhi.
Davanti a me, a un tavolo e qualche sedia più avanti, sbuca un estraneo allo scenario. Lo noto ma non tanto da farci caso subito. Poi inizio a guardarlo bene. Ha qualcosa di diverso. Lo guardo meglio. Indossa una scialba ma deliziosa maglietta marrone con maniche viola, la cui differenza cromatica però si fa notare appena – i dettagli. Pantaloni beige di velluto. Scarpe dal tono simpatico. Improvvisamente prende in mano un giornale. Sorrido quando vedo di che giornale si tratta.
Mi ricorda qualcuno.
Apre poi una scatoletta e indossa un paio di occhiali da vista. Probabilmente di qualche nonno, zio o parente scomparso. Un’aria mai vista da queste parti. Rilassato. Senza tante pretese. Continuo a fissarlo sbalordita. Ha delle belle mani. Dev’essere gay. Poi si alza. Un amico gli propone un caffè – la stefi in tutto questo pare di no ma sta studiando - Si infila una giacchetta blu. Che è un po’ stonata, ma non troppo. Anche quella pare presa da qualche armadio di qualche vecchia casa di campagna. Rimango impietrita. Ma allora, penso, allora, esistono anche qua. Dal modo in cui si muove ho pensato, dev’essere un timido. Ma curioso. Vedo  che, tornato dalla pausa caffeina, scruta in giro. Come me. Cerca di non dare nell’occhio. Sicuro di non essere lui stesso fonte di interesse. Ma da lì a poco incrocia il mio sguardo. Io con l’occhio fermo mi giro, impassibile, verso lo scaffale di libri alla mia destra. Torno sulla mia tesina. Lui legge il giornale. Alza lo sguardo e ci ritroviamo. Riapre il computer, mi guarda. Una mano appoggiata sulla guancia calda. Sfoglia un libro. Credo mi abbia scoperta. Sogghigna al mio tentativo – miseramente fallito - di capire che libro fosse. Noo, ma io mica mi scompongo. Faccio finta di niente e torno sulla tastiera. Le dita tra i capelli, c’è poca concentrazione, perdio! Poi rumore, sento che si alza. Se ne sta andando. Avrà un blog? Avrei potuto pensare a qualsiasi cosa, qualsiasi, ma noh! Mi sono chiesta se mai avesse un blog. Sguardi leggeri si alternano ad altri più curiosi. Si piega sul tavolo per prendere il computer, e alza gli occhi verso di me. Questa volta più a lungo. E se ne va, lascandomi con un sorrisino multicolor da ebete.
Scopro che sono le 18.00 ed io non ho praticamente concluso nulla. Neanche scoprire se perdio! costui ha un blog, un nome, un numero di telefono!
postato da: sterfimia alle ore 20:11 | link | commenti (13)
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venerdì, 22 febbraio 2008

VOCI DEL CINEMATOGRAFO

marjane    persepolis
oggi qua in friulandia arriva questo film. cartone animato? fumetto ri-animato? gli affecionados dell' Internazionale già conosceranno la Marjane Satrapi e i suoi racconti fumettati di un autobiografico espressivo e delicatamente descrittivo di una realtà  molto spesso difficile da raccontare come quella iraniana. io non vedo l'ora di andarlo a vedere. sarà come essere davanti un Internazionale di proporzioni inaudite. il tutto senza l'infausto sforzo di dover girare le pagine. consiglio: fatevelo sfogliare anche voi.

postato da: sterfimia alle ore 14:15 | link | commenti (14)
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giovedì, 21 febbraio 2008

TEDIOLAND

Stasera dovevo andare al ciMeNa a vedere Tideland. Ultimo giorno di proiezione. Ma quell'infame del mio cervello m'ha ricordato troppo presto che stasera na, stasera c’è l’uscita con l’uomo-tedio. Nel senso che lui tedia. me.

…stefi, devo parlare con te…io devo capirti…

Seh, vabeh. facciamo finta di si.

Ma niente riinvii…paganini non ripete e tanto meno posticipa un concerto. Ora. Ho a disposizione mille e mille e mille e mille. e mille possibilità di scelta: (opzione 29) lui mi chiama per sapere a che ora ci vediamo, io rispondo e camuffo maestralmente la voce con un “mi spiasci hai sbagliatu numerenji…” mentre nel frattempo la musichetta di sottofondo di meo amigu sciarli braun sciarli braaauuun avrà fatto in modo di non destare alcun sospetto. (opzione 160) lo chiamo e gli confesso di dover partire per un viaggio improvviso – causa malattia rarissima da curare nella segreta e impenetrabile tribù dei MaiDileBanzai – tribù che si scoprirà poi espatriata alle Maldive a vivere di amOre, pesca e margaritas; ai quali poi mi unirò vivendo anch’io di aNore ma soprattutto di suki e margaritas.

Alla fine però…uhm…si dai…credo sceglierò la busta numero 572: andrò al cimena prima di uscire con tedioman.

ahn...a-ehm...
si, ok, mi sto autoridicolizzando sbeffeggiandomi e insultandomi per la scelta presa. un po’ aBnormala ineffetti. ma io di certo non mi sconvolgo. E gli autoinsulti proprio non mi toccano.

postato da: sterfimia alle ore 15:41 | link | commenti (7)
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lunedì, 18 febbraio 2008

INFO DI SERVIZIO

> Niente di grave…dev’essere un piccolo inceppo nel software. Un paio di giorni e si ripara tutto.
Succede che mi si accusi di non parlare molto, mai, della mia lunga coltre di uomini, omuncoli ragazzetti…Forse perché poi tanto lunga non è..…quella ufficiale.
grasse risate
Sarà forse perché non mi va di farmi condizionare la vita da nessuno. e per questo di metterlo, un nessuno, al centro dei miei pensieri. E farlo diventare un qualcuno.
la sagra delle cazzate zompettanti
Sarà che lo ritengo, questo, un argomento mio.
il tuo tallone d’achille
> ha detto un paio di giorni, vero…
E infatti quello che succede. Inevitabile:
> stefi, la devi smettere di far finta di essere quella forte. Quella che non ha bisogno di nessuno…
> …
> …tu in realtà sei un budino.
smolliccio.
> devi iniziare a pensare un pò a te stessa.
budino smolliccioso.
però è da dessert invertebrato anche uscire con un ragazzo che proprio non mi interessa.
speriamo non mi chiami. perda il mio numero. cambi semplicemente idea.
> E’ il suo primo Mac?!
> Già. Credo di si.
> Aaaahn...
postato da: sterfimia alle ore 12:19 | link | commenti (11)
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domenica, 10 febbraio 2008

OUT FOR A SUNDAY WALK

UDINE_città-12
sole e piazze spolverate di colori.
serve aspirapolvere?
postato da: sterfimia alle ore 15:57 | link | commenti (19)
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venerdì, 08 febbraio 2008

THAT'S UNDERGROUND STYLE, BABY!

Ieri al cinema. Tra le vie del centro città. In uno dei due unici rimasti - coraggiosi - gli altri invece soppiantati dall’ indistruttibile multisala. Ormai tempio dell’uomo comodoso in cui i commessi ben istruiti cercano di coccolare i clienti con le più svariate tentazioni da dieta americana e dove l’offerta cinematografica si limita ad una più vasta scelta tra i film di consuetudine. Non posso più neanche dire vabeh ci vado perché ci stanno le poltrone comode. Questo l’ho superato nel momento in cui hanno smantellato quel cinema per pochi del DopoLavoro Ferroviario, in cui le poltroncine, regolarmente di legno, duro, molto duro, erano capaci di conficcarsi a metà schiena provocando quel dolore non troppo intenso ma alla lunga fastidioso da scatenare tic nervosi. Ma a parte tutto, aveva il suo fascino. Quel cinema con una sola piccola sala, intima, e quelle poltroncine segaschiena. Adesso anche i cinema D’Essai del centro hanno le poltroncine fiche su cui ti ci puoi affondare. E ieri, mi sono immersa in questo velluto rosso reclinabile, pronta a vedere FactoryGirl. Squarcio dell’America degli anni 60, della Pop Art, della Factory appunto e di tutti i suoi eccessi, droghe, alcool e cinismo – fondamentalmente eccessi dannosi per anima e corpo, ma indubbiamente affascinanti. Ambiente tanto rivoluzionario e superficiale quanto dannatamente intrigante. Dai, chi non vorrebbe aver vissuto quegli anni tra artisti, musicisti e uomini di cultura?
Chi non vorrebbe essere stato Andy Warhol?
Un genio compreso nel suo passaggio da sconosciuto outsider a quell’icona che tutti conoscono. ma poi, totalmente incompreso nella sua egocentrica pazzia. E allora penso…penso che forse rinuncerei alla mia salute mentale per raggiungere un genio di tali dimensioni. Si. Lo farei. Ma senza parrucca bianca.

postato da: sterfimia alle ore 12:07 | link | commenti (8)
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lunedì, 04 febbraio 2008

   A4 A5   APPLE3 A2   

Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane: a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno portebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
Dario Fo per Apple

La sterfi > a-ehm. mi scusi, signor Fo, ma lei sta mica dicendo che se anch’io uso compro quelle cose lì…dice che…dice che divento un gegno anch’io??!!
Dario Fo > guardi signorina bella…io non ho mai parlato di miracoli, sah…
La sterfi > ahahah. Bella questa. Ahahah. lei è troppo simpatico…
Ora. Tornando seri…ecco. lei mi parla di folli. Anticonformisti. Ribelli, ahn?! Voglio dire…signor Fo…IO! Ma non capisce….Io sono l’impersonificazione della ribellione e dell’anticonformismo! io che non ho mai giocato a Risiko in  t u t t a  la mia vita!…
Dario Fo > ehn…
La sterfi > …no, ma daveri, ehn?! E la mia risposta suonava più o meno così: “Aaaaaaaaah No. Io non mi piegherò mai a questi giuochetti per le masse!”
Ecco U_U più o meno.
Senza contare poi che tipo non conosco i nomi delle vie e mi ostino a girare la (mia) città sulla base di punti di riferimento…
Dario Fo > …veramente dalle mie parti quello mica si chiama anticonformismo!
La sterfi > ...certo che frequenta proprio delle strane parti lei…
Dario Fo > -_-“
La sterfi > evvabbeneeee…magari non sarò un gegno…ok?!
Dario Fo > Ooooh…
La sterfi > …né anticonformista…e tanto meno ribelle…
Dario Fo > Ooooooooooooh…
La sterfi > …ma sono definitivamente una piantagrane dicesi anche pigna in du gulu. Quindi adesso sganci il mio computer e tante belle cose.
 

…E FU COSì CHE LA STERFI EBBE UN COMPUTER CON LA MELA…

postato da: sterfimia alle ore 18:46 | link | commenti (18)
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mercoledì, 30 gennaio 2008

OGGI HO VISTO LA CATASTROFE.

sorellanza > oh, stefi..oggi c’ho l’esame…
la sterfi > che esame è?
sorellanza > calcoli strutturati di strutture strutturali di pesi che…
la sterfi >
che famina… avrei gola di suki…”
sorellanza > …ecco. hai capito?!
la sterfi > ehn……come? scus calcolo del…? ma chi è che pesa?
sorellanza > sterfi! praticamente facciamo calcoli per capire quanto possiamo caricare una struttura prima che crolli
la sterfi > Gah! ma che esami catastrofici vi fanno fareeeEEE!!!
sorellanza > eh, è un casino. Se mi da l’esercizio per cui mi sono preparata ok. Altrimenti son nella mierda.

Ora. Penzo al giorno in cui mi farò costruire casina dalla sorellanza. che io ingenuamente riempirò di oggetti vari e cisterne di orecchini colorati.

Ma solo, e dico SOLO, quando la profezia si autoadempirà, io – con uno dei miei migliori risolini sarcastici misto isterici - crollando insieme alla mia casina, ripenserò a questo giorno…e intonerò un rassegnato ma dove sono gli ingegneri quando servono?!

perchè a parte tutto. gli architetti hanno anche la scusante che devono fare le cose BELLE…penzate invece cosa potrei fare io se avessi preso la facoltà di Medicina:
- Dott.ssa la Sterfi! Venga, presto! Un’urgente operazione alla valvola mitralica!!!!
- Chi??? IO??? Oddiooo NO! Ma chi ha detto che devo operarmi??!!
- Ehn…Dott.ssa…è lei che DEVE operare…
- Ahn  _chic … già!
- Forza forza…non c’è tempo!
- (correndo verso la sala operatoria) Diceva scusi?!…la valvola mitre…mitrost…eh, dove staH?!

postato da: sterfimia alle ore 14:03 | link | commenti (11)
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sabato, 26 gennaio 2008

PLEASE, FOLLOW THE BORDERLINE.

Penso che mi piace questa mia terra di confine.
E’ una terra viva. Colorata e forte.
Seppur con le sue debolezze. Segnata da quello che la storia le ha riservato, vorrei però fosse avvolta da una forza diciamo un po’ più propositiva...capisco però, e non mi sconvolge, il fatto che questa nostra posizione tendente al confine forse ci porti ad essere maggiormente rannicchiati su noi stessi. Non lo condivido, ma lo capisco. Come capisco il maestro Morgano quando anni e anni or sono musicò dovrei applicarmi un po’ di più per capire che ciò che è diverso è solo ciò che mi fa più paura. Ma c’è modo e modo di rannicchiarsi. Quindi in realtà no, non lo capisco poi tanto. E allora penso che, per quanto nelle città friulane (una a caso: udine) si sia ormai insidiato il tarlo dell’impaurita borghesaggine italiota con annesso naso schifato da chissà quale sorta di putridume lo circondi- già- penso che per fortuna c’è sempre qualcosa che le tiene vive per quello che originariamente sono.
E allora mi vengono in mente le cose belle…le frasi tipo spazio libero per chi ancora non crede alla cultura liofilizzata in dadi pronti knorr*. Come disse
il fidato visionario. Che organizza mostre, rassegne e cicli di film del tipo visti, rivisti o maivisti (tra l’altro completamente gratuite per gli studenti universitari! chapeau!), che propone poi un bookstore minimale nonchè visivamente rilassante per i nostri poveri occhi già continuamente torturati dal kitsch quotidiano.
e allora, quasi commossa, ostento un: che grande paese siamo!
Ma subito mi rendo conto di essermi sbilanciata un pò troppo (leggi: della GazzaDa che ho scritto) e l’immagine – ormai indelebile nella mia mente – dell’opposizione che in senato festeggia a vino e mortadella, mi fa subito riprendere lucidità e cerco di salvarmi con un: che grande regione autonoma siamo!
Vabeh, se non è...sarà qualcos'altro dico io...
Già. Qualcosa si salva per forza. Perché dietro a questo* c’è sempre qualcosa di bello. O perlomeno l’intento e la voglia di fare qualcosa di bello. E finchè ci sarà (anche) questo, la mia terra non verrà silenziosamente invasa da un gregge di androidi lobotomizzati il cui apice della cultura nonché della realizzazione personale viene raggiunto il sabato sera tra le vie del centro nel giocare all’ormai consueto chi si vuole indebitare la casa per una borsetta.
No perdio! maledetti! io non lo permetterò mai!

Disse la sorella di William Wallace

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domenica, 20 gennaio 2008

SON BEI MOMENTI


Ascolto musica elettronica melodiousa ed ammiccante che tocca inevitabilmente le corde del mio umore. E lo stuzzica. Giocandoci un po’ e portandolo a ballare tra note più cupe ed altre decisamente più frizzanti e sbarazzine. Stasera in pista scarpe da sera vertiginose e vagamente retrò…dall’alto dei miei tacchi e con il giusto distacco recupero le ultime giornate passate: strane sensazioni, belle sorprese e tante domande alla giovani, carini e disoccupati. Perché si disoccupati, ma soprattutto carini, intendiamoci. E così, una visita tanto inaspettata quanto piacevole ha fatto riaffiorare bei pensieri e sensazioni assopite. Buon vino, risate, tante chiacchiere e quel ecco perchè ricordavo questa bella sensazione. Che se da lui sono tutti così io mi trasferisco domani. Poi intera giornata dedicata agli amici. Quegli amici che all’asilo si umiliavano insieme a me ad interpretare ruoli imbarazzanti nelle recite di fine anno: quelli che insieme si faceva l’intonaco e i mattoni. Che se ci avessero fatto interpretare la porta avremmo avuto un po’ più di dignità da sfoggiare ai posteri attraverso foto ingiallite ma indistruttibili. Ma sto divagando. Insomma quegli amici che ci sono sempre. Chi più, chi meno. Ma tutti riuniti per il matrimonio di uno della banda. Quelli che quest’anno facciamo un viaggio tutti insieme. Cose che ti vien da ridere al solo pensiero. E vederci tutti belli, lì, verniciati, ancora single e sorridenti…beh, sembravamo quasi…grandi. Lo so, sembrare forse non è proprio il verbo più adatto...Ma va bene anche così. Per adesso va benone così.
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sabato, 12 gennaio 2008

CKtC

Succede che l’altro giorno ascolto distrattamente QUASI per caso che non si pensi che stessi origliando ehn! una conversazione tra i miei procreatori:

Padre <  certo che la stefi…
ehn…stanno forse parlando di me?!?

Padre < …con il tipo di lavoro che le aspetta. Beh. Se un giorno decidesse di avere un figlio…
gah! _svenni
Padre < …l’essere lontana da casa…non sarà facile…
Madre < eh, beh, son scelte. come quando tu andavi via per lavoro e, tornato, i bambini quasi neanche ti riconoscevano…

Padre <…eh. ma alla fine la madre è sempre la madre…
ahn! i sali! presto i sali!…

 

Già. Curiosity killed the cat. me lo merito. Peccato che amme mi ci ha fatto secche tutte e 7 le vite. E in un colpo solo. Io poi mi conosco...ci penso, ci filotto e ci cucio su anche una bella trapuntina (rigorosamente a righe) – attenzione però, probabile che la stefi dopo aver smobilitato il mondo per costruirsi la trapuntina, l'abbandoni così sul più bello. Invero a un secondo dal completamento. Quindi non che non ci abbia mai pensato, intendiamoci. Ma quando ci penso così è come se tutto rimanesse chiuso dentro un barattolo di vetro e schiacciato sotto ovatta. cose che sai che ci sono ma le tieni buone, lì ferme, in salamoia. Non credo avrò la presunzione di mettere al mondo un figlio, o di chi ne farà le veci, soltanto per paura della solitudine o per noia. O, ancor peggio, per conformità. Non credo tutti debbano per forza avere il timbro di garanzia genitoriale. Io devo ancora capire – certo le basi propendono per genitore 0simpatica zitella zompettante 8. ma non è questo il momento per capire. penso solo a quanto sono cambiata in questi anni. quindi perché non potrebbe succedere di nuovo ahn?! Oggi rifacendo il letto ho trovato, raggomitolati,  calzetti & stuff,  cose che neanche il mio casetto dell'intimo è così ben fornito. Tutti schiacciati e infessurati ai piedi del letto. Si, ma dico io, che se non so cosa nasconde il fondo del mio letto…come posso pretendere di sapere quello che trama il mio cervello in alcune delle sue più polverose mensole?!


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giovedì, 03 gennaio 2008

UN ANTIDOTO!


Sono a quel punto della fase creativa in cui ti fermi. sgrani gli occhi verso destra, poi lentamente verso sinistra, con la faccia impaurita di un probabile perdio! da dove spuntano sti fiocchetti rosa e peluche d’ogni genere e dimensione. poi, però, ti accorgi che camera tua non si è tramutata nella residenza estiva della barbie e allora ti fermi davvero e ti guardi dal di fuori. e quello che vedi è soltanto una sagoma semicolorata dai contorni sfocati e distorti che, seppur in posizione statica, non sta ferma, ma si muove di un moto anormale nonché oltremodo improbabile per una persona del mio stesso codice a barre. Ma la cosa che fa rabbrividire e che in particolare mi fa bofonchiare flebili parole stanche e senza senso è che i frutti di questa covata sembrano assumere sempre più il livello non-sense/pippementali da copy.

Che qualcuno mi salvi. Forse sono ancora in tempo.


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lunedì, 24 dicembre 2007

LA STERFIMIA DI NATALE

stefialbero

secondo voi - per queste feste - la sterfi:


a. ha visto la luce. ne segue un forte scompenso psicologico che le fa credere di essere un albero di natale
b. ha assunto sostanze stupefascinose - gravi e ben visibili ad occhio nudo gli effetti collaterali 
c. si chiede dove diavolo siano finite le microluci scintillanti da mettere al collo

ma a parte tutto:
TanTe tAntE AnGURiE a tutti!

e ricordate: PANDORO.
tutta la vita.
amen.

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venerdì, 14 dicembre 2007

IL BERNOCCOLO DELLA CONSAPEVOLEZZA


 

Ci sono tante cose che ancora non riesco a capire di me. come ad esempio, il perché tante volte io non abbia voglia di parlare. che se qualcuno cerca di farmi parlare con la forza mi irrigidisco, non alzo un muro, ma solo un traballante separè, di quelli che vedo-nonvedo. perché poi è solo una carta velina verde che copre un regalo nero. cade il separè, ed io acidamente inveisco. producendo un tutto sommato simpatico borbottio tipico di una certa vespa bordeaux arrugginita e piegata dalla noia e dalla consuetudine moderna. la cosa strana è che alla fine, ho parlato lo stesso. ma solo per non fare qualcosa che non volevo fare. o almeno credo. ma sicuramente questa è un’ autogiustificazione che scivola. pulita. come tante altre cose mi scivolano addosso. ma senza motivazione. il fatto che trovi del tutto inespressivi e disinteressanti certi atteggiamenti, certi discorsi, quei classici comestai? cosafai? madaquantononcivediamo?!. spesso sono demotivata nel raccontare pezzi della mia vita a certe persone.
che se io non sono interessata a raccontarti certe cose non vedo perché tu debba esserlo ad ascoltarle.
e mi ritrovo così alle dipendenze di un mangianastri. mi riascolto e con faccia schifata penso che sarebbe stato meglio se avessi detto oggichiusoperferie.
Arriva poi che sono cocciuta. che se le cose le capisco alla terza martellata in testa, ne chiedo sempre una quarta per sicurezza. e allora finalmente. posso dire finalmente?! Forse. È che mi è sempre piaciuto pensare di avere la libertà di dire tumipiaci anche ad una persona molto distante da me. non ho mai voluto precludermi niente. Non l’ho mai fatto. Mi è sempre piaciuto stupirmi delle persone. ora però: ho bisogno di qualcuno che sia davvero uguale a me. ma proprio uguale uguale. qualcuno che sappia notare le mie piccole stranezze. e sappia apprezzarle, senza tanto clamore, frizzi, lazzi e tigri che saltano cerchi di fuoco, ma soltanto fra sé e sé. con un sorriso. divertito e magari timidamente nascosto dalla mano. qualcuno con cui fare, disfare, andare, vedere, mangiare, bere, provare, ridere, fare, rifare e non fare.
difficile?! non lo so. un problema alla volta. intanto mi godo in pace il mio bernoccolo della consapevolezza.
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domenica, 09 dicembre 2007

SCUSA, COM'E' CHE HAI DETTO?!

oGgi, per poter scrivere un post sensato devo spassionatamente dire che: sulla base delle mie odierne condizioni fisiche ho girato troppo come una trottola alla ricerca di improbabili e impossibili microluci scintillanti. Ho decisamente bevuto troppo vino. Ho mangiato troppo pandoro - ma almeno mi sono tolta la scimmia che mi si era colonizzata addosso da 2 settimane a questa parte. Stanotte poi ho dormito troppo poco. Ieri sera ho lavorato troppo. Senza guadagnare poi quel troppo che mi farebbe tanto felice.
E che poi, dico io, se non riesco a scrivere un post sensato...pensate a cosa posso essere capace con davanti un libro di negoziazione.
Non so se il mondo sia effettivamente pronto per questo.
Io si, di sicuro.


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giovedì, 29 novembre 2007

IL DISINCANTO

non mi piace pensare all'esistenza dell'illusione. ma non mi piace neanche pensare di diventare un'insensibilmente gelida persona con occhi incurantemente apatici e disincantati. hopelessly vecchiaccia agrodolce. sentirei bisbigliare alle spalle. una di quelle che inveisce contro il mondo serrando dietro di se porte e finestre. e che, tappando ogni più piccola fessura di fuga, non fa entrare un filo, dico un filino uno, di luce. non voglio avere delle pompose certezze. voglio stupirmi. sono giovane e credo di avere quasi il diritto di poter continuare a stupirmi. l'illusione però la lasciamo a qualcuno che la fa di mestiere. politici. maghi. fate voi...io voglio solo riequilibrarmi. e continuare a vedere. le cose belle. ma con un occhio in sovradosaggio da caffeina. e sotto un grande paio di occhiali da sole. colorati naturalmon.


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martedì, 27 novembre 2007

WE MILANeS

milEN

E ALLA FINE FU PIOGGIA
-
 …non ricordo l’ultima volta che ha piovuto così tanto a Milano.
-
…che stranooo…ma sai che mi hanno detto la stessa identica cosa quando ero a Londra!?
- uhmmm,
e secondo te questo non significa niente?!
- ...
che la nostra pigrizia e l'incuranza ecologica sta distruggendo il sistema climatico?!

-
    -_- ecco. quasi...
-
…dannato buco dell'ozono!

SEMPRE DRITTA CONTRO IL MURO
- …ma qua non doveva esserci un giardino?!
- …
- e allora perché c’è un muro?!
- guarda la cartina! dice esattamente che qua c’è un GIAR-DI-NO.
- ehn -_- quello non è un giardino. sono dei binari.
- effettivamente...mi sembrava un giardino un pò stranooo. tutto lungo e strettooo...
- ddamn…
- non capisco proprio come sia potuto succedere…

AAA CERCASI
- allora, la sterfi, hai trovato un giovane miliardario milanese?!
No, ma io dico, dico, com’è che c’hanno tutti sta smania di accasarmi?!  -_-“
- na. _ehn
comunque sei il solito materialista. Io sono più per uno spirito un pò così, un po’ artista un po’ intellettuale…quel trasandato ricercato da artistoide creativo insomma.
- …ma con i soldi.
- …preferibilmente. U_U
No perditempo.

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martedì, 20 novembre 2007

ATTACCA E STACCA

Oggi, in una delle mie ultime impegnate e quantomeno agitate mattinate, prendo posto alla mia scrivania. sono le 10.30 passate e sorseggio ancora il caffè con l'occhio assonnato. la sedia - di vimini - pare stia cedendo alla cocciutaggine de la sterfi che fin da piccola Non salire con i piedi sulla sedia che la sfondi. beh. perdio. pare avessero proprio ragione.
Finchè, a gomiti puntati e sguardo fisso, noto una foto scollata e penzolante dal muro. ed una leggera sensazione di decadimento mi assale.
e penso già il muro è in fase di decomposizione. qui bisogna intervenire. subito.
volpescamente decido di camuffare il tutto con una sagace mossa di tappezzamento.
almeno finchè poi anche questo non sarà raggiunto e inglobato dallo stato di putrefazione dell'intonaco...ma, ehi, di questo ce ne occuperemo a tempo debito...
oggi largo spazio allo scotch!
...lo stesso scotch che - già sapientemente usato anni or sono- è riuscito ad inglobarsi con la parete cose che per staccarlo neanche il piccone.

il risultato però sembra onesto U_U

i

ma solo perchè le foto sono in bianco e nero  -_-'

FFatale red

notare però la cura al dettaglio. e come scendono bene gli omini dal mio codino.

codino.green

questo è il mio topo. un perfetto animale da appartamento. non si muove. non sporca. e non vi sveglia durante la notte. con neanche un pezzetto di formaggio poi vi fa delle punte alle matite che sono eccezionali.

topin yellow

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mercoledì, 14 novembre 2007

pallottol 



UN ELEFANTE SI DONDOLAVA...
DUE ELEFANTI...
TRE ELEF...

 

 


Succede che ho smesso di scrivere in stampatello.
- oooh, era ora! -
Chi è stato!!! Maledetto…se ti becco…
Dicevo…
Ieri poi una telefonata rivelatrice con Scatt. Che mi ha messo in modalità PRO.
Nel senso che mi ha rivelato di essere PROprio un’ameba tecnologica. Una blogger un po’ calcificata. arrugginita. Insomma una schiappa multimediale.

 

la sterfi: pensa che io sul mio blog… 
scatt: U_U
la sterfi: …non ho neanche un contatore!!
scatt: o_O

la sterfi: …
scatt: Ahahahah…la sterfi! Che sagoma! Me l’hai proprio fatta sta volta! Ed io che c’ero quasi cascato…
la sterfi: …
scatt: “non  ho neanche il contatore io…” ahahahah forte questa…
la sterfi:  -_-'

 

E dopo la rivelazione shock e il tentativo di rianimare Scatt con l’elenco accessi giornalieri, la mia arringa difensiva si concludeva più o meno così:

la sterfi: …eppoi comunque una volta ce l’avevo anch’io il mio contatore…quello là, come si chiama… SHINYSUSHI! ecco. U_U

scatt: SHINYSTAT, la sterfi! LA shinysushi sarà contenta di sapere che la scambi per un contatore… -_-

la sterfi: vabbè, adesso mi sembra tu ti stia aggrappando a delle sottigliezze...infondo è solo un pallottoliere...

scatt: NON E' UN PALLOTTOLIERE!!!! -_-'
...è un sofisticatissimo software di altissima utilità sociale.

la sterfi: se lo dici tu... -_-

Sta di fatto che SONO IN ARRIVO NOVITA’.

In arrivo significa…non so…tipo quando siete in stazione dei treni e sentite l’annuncio radio: il treno per Busdaiveris è IN ARRIVO al binario 5. ma voi infondo infondo sapete che in realtà quel treno potrebbe arrivare anche il giorno dopo…

Ecco...diciamo che per ora è un IN ARRIVO un po’ alla TrenItalia.

 

Quindi, sedetevi sulla panchina e abbiate pazienza.
Chi vuole un coffi?!

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lunedì, 05 novembre 2007

bacK hOme

SOTTOTITOLO
SONO TORNATA. ORA IN FASE DI RI-ADATTAMENTO.
MA PERCHE' STO SCRIVENDO IN STAMPATELLO?!

DETTAGLI SIGNIFICATIVI MI FANNO PENSARE AD UN MIO STATO INTERIORE NON PROPRIAMENTE OTTIMALE.
MANGIO PIZZA VECCHIA DI 5 GG SENZA AVERE UNA MINIMA REAZIONE LOGICA A QUESTA MIA PIGRA E SFACCIATA ALIMENTAZIONE.
STRANI SBALZI DI UMORE ALTALENANO SULLE MIE GIORNATE. E QUESTO MOTO ONDOSO MI FA VENIRE LA NAUSEA.
MI ESTRANEO CERCANDO DI PERDERMI, AD ORARI IMPROBABILI NONCHE’ RIDICOLI PER UN GHIRO DELLA MIA SPECIE, TRA LE PAGINE DEI LIBRI…O TRA I NUMEROSI SPRITZ CON AMICI.
NON POSSO NEANCHE FARE LA FEMMINA NEVROTICA CHE SCARICA IL SUO PESSIMISMO COSMICO ANDANDO A FARE SHOPPING. PURTROPPO SO CHE QUESTO Può PORTARE INEVITABILMENTE AD UNA SENSAZIONE DI BENESSERE MOMENTANEO. QUINDI EVITO DI SPENDERE I (POCHI) SOLDI RIMASTI PER DEI PEZZI DI STOFFA ILLUSORI ED AMMALIATORI.
E IN TUTTO QUESTO, IL NUOVO TAGLIO DI CAPELLI – SI, IL SOGGETTO APPARE TENDENZIALMENTE INSTABILE. NECESSITA QUINDI DI CONTINUI CAMBIAMENTI. (N.B. ASSECONDARLA. SE CONTRADDETTA POTREBBE DIVENTARE VIOLENTA E PERICOLOSA.) - EHM…DICEVO CHE CON IL NUOVO TAGLIO DI CAPELLI MI HANNO DETTO CHE SEMBRO UNA BAMBOLINA. LA BAMBOLINA NEL MIO IMMAGINARIO E’ TENDENZIALMENTE QUALCOSA DI FRAGILE E DI DELICATO, IMMOBILE NELLA SUA INNATURALE NONCHE’ SCOMODA POSIZIONE, CON LABBRA ROSSE ED OCCHI ACCESI MA INESPRESSIVI. OCCHI CHE SI APRONO E SI CHIUDONO A COMANDO.
NON MI PIACE. IO NON SONO UNA BAMBOLINA. E NON VOGLIO ASPETTARE DI ALZARMI PER POTER APRIRE GLI OCCHI.
MA A PARTE TUTTO…STO BENE… : )
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mercoledì, 24 ottobre 2007

-2


Che praticamente oggi arrivo in ufficio tutta bella bella, mi siedo, accendo il computer e neanche il tempo di salutare tutti che una collega in silenzio appoggia sulla mia scrivania una scatola quadrata. La apro. Dentro una mega torta supercioccolatosa.
"Beh, non pensavi mica di andare via senza aver provato la Foresta Nera?!"
E io non sono riuscita a dire niente tranne che farfugliare qualche sillaba senza senso.
Groppo in gola. sempre quello. da una settimana a questa parte.
Poi domani sera aperitivo per fare ciao ciao con la manina alla stefi.
E questo rende ancora tutto più difficile.
Però son cose belle che ti riempiono polmoni, cuore, su su fino alle punte dei capelli.
Come una specie di ondata di melassa calda.

attenzione: la mutazione della stefi è iniziata. presto sarò flutta calamellata. gioite. e mangiatene tutti.

postato da: sterfimia alle ore 16:20 | link | commenti (11)
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giovedì, 18 ottobre 2007

IL VECCHIO GIAPPO DICE:

FINE ESSELE ANCHE INIZIO DI QUALCOS'ALTLO


Guardo le mie calze giallo-verdi attraverso il vetro della scrivania. E penso che non ci sono limiti per una scrivania di vetro. “promemoria: stare composta. specie con la gonna..”
Poi alzo la testa e guardo i colleghi del marketing. Li fisso con sorriso ebete e, scuotendo la testa penso: “povere stelle. Come faranno mai senza di me?!”. Sarà dura. Ma sono ragazzi giovani e forti. Sono sicura riusciranno a superarlo.
- ma non c’è un posto in azienda dove poterti reciclare?
- ma non può andare via qualcun altro al posto tuo?
- ma poi torni?
e allora un po’ ti viene il magone. un bel groppo di lana incastrato in gola. Fermo lì proprio quando certe persone dicono cose che non ti aspetti dicessero. Ma anche quando altre persone non dicono cose che ti aspetti dicessero.
- bene. Io allora a fine mese vado via…
- ahn. Siii…beh…devo ancora parlarne con il mio assistente. Poi vediamo cosa fare.
“FARE”????????
Ma che sia un “fare” tipo fare origami di carta per la mia festa d’addio?!
beh, direi che è l’unica spiegazione plausibile
.

e che il pupazzo gigante di Hello Kitty mi protegga.