
> > > Che sono molto autoreferenziale in questi giorni – seh, beh, come sempre insomma -_-" Faccio finta di non aver sentito: giorni in cui sono soltanto io e i miei esami, io e il mio lavoro, io e i miei amici, io e il mio piumone a righe. Oggi poi sono in casa senza alcuna minima voglia e (n.b.!) senza alcuna minima intenzione di studiare. Quindi sono ANCORA PIU’ fortemente IO.

oggi qua in friulandia arriva questo film. cartone animato? fumetto ri-animato? gli affecionados dell' Internazionale già conosceranno la Marjane Satrapi e i suoi racconti fumettati di un autobiografico espressivo e delicatamente descrittivo di una realtà molto spesso difficile da raccontare come quella iraniana. io non vedo l'ora di andarlo a vedere. sarà come essere davanti un Internazionale di proporzioni inaudite. il tutto senza l'infausto sforzo di dover girare le pagine. consiglio: fatevelo sfogliare anche voi.
Stasera dovevo andare al ciMeNa a vedere Tideland. Ultimo giorno di proiezione. Ma quell'infame del mio cervello m'ha ricordato troppo presto che stasera na, stasera c’è l’uscita con l’uomo-tedio. Nel senso che lui tedia. me.
…stefi, devo parlare con te…io devo capirti…
Seh, vabeh. facciamo finta di si.
Ma niente riinvii…paganini non ripete e tanto meno posticipa un concerto. Ora. Ho a disposizione mille e mille e mille e mille. e mille possibilità di scelta: (opzione 29) lui mi chiama per sapere a che ora ci vediamo, io rispondo e camuffo maestralmente la voce con un “mi spiasci hai sbagliatu numerenji…” mentre nel frattempo la musichetta di sottofondo di meo amigu sciarli braun sciarli braaauuun avrà fatto in modo di non destare alcun sospetto. (opzione 160) lo chiamo e gli confesso di dover partire per un viaggio improvviso – causa malattia rarissima da curare nella segreta e impenetrabile tribù dei MaiDileBanzai – tribù che si scoprirà poi espatriata alle Maldive a vivere di amOre, pesca e margaritas; ai quali poi mi unirò vivendo anch’io di aNore ma soprattutto di suki e margaritas.
Alla fine però…uhm…si dai…credo sceglierò la busta numero 572: andrò al cimena prima di uscire con tedioman.
ahn...a-ehm...
si, ok, mi sto autoridicolizzando sbeffeggiandomi e insultandomi per la scelta presa. un po’ aBnormala ineffetti. ma io di certo non mi sconvolgo. E gli autoinsulti proprio non mi toccano.

Ieri al cinema. Tra le vie del centro città. In uno dei due unici rimasti - coraggiosi - gli altri invece soppiantati dall’ indistruttibile multisala. Ormai tempio dell’uomo comodoso in cui i commessi ben istruiti cercano di coccolare i clienti con le più svariate tentazioni da dieta americana e dove l’offerta cinematografica si limita ad una più vasta scelta tra i film di consuetudine. Non posso più neanche dire vabeh ci vado perché ci stanno le poltrone comode. Questo l’ho superato nel momento in cui hanno smantellato quel cinema per pochi del DopoLavoro Ferroviario, in cui le poltroncine, regolarmente di legno, duro, molto duro, erano capaci di conficcarsi a metà schiena provocando quel dolore non troppo intenso ma alla lunga fastidioso da scatenare tic nervosi. Ma a parte tutto, aveva il suo fascino. Quel cinema con una sola piccola sala, intima, e quelle poltroncine segaschiena. Adesso anche i cinema D’Essai del centro hanno le poltroncine fiche su cui ti ci puoi affondare. E ieri, mi sono immersa in questo velluto rosso reclinabile, pronta a vedere FactoryGirl. Squarcio dell’America degli anni 60, della Pop Art, della Factory appunto e di tutti i suoi eccessi, droghe, alcool e cinismo – fondamentalmente eccessi dannosi per anima e corpo, ma indubbiamente affascinanti. Ambiente tanto rivoluzionario e superficiale quanto dannatamente intrigante. Dai, chi non vorrebbe aver vissuto quegli anni tra artisti, musicisti e uomini di cultura?
Chi non vorrebbe essere stato Andy Warhol?
Un genio compreso nel suo passaggio da sconosciuto outsider a quell’icona che tutti conoscono. ma poi, totalmente incompreso nella sua egocentrica pazzia. E allora penso…penso che forse rinuncerei alla mia salute mentale per raggiungere un genio di tali dimensioni. Si. Lo farei. Ma senza parrucca bianca.
Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane: a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno portebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
Dario Fo per Apple
…E FU COSì CHE LA STERFI EBBE UN COMPUTER CON LA MELA…
Ora. Penzo al giorno in cui mi farò costruire casina dalla sorellanza. che io ingenuamente riempirò di oggetti vari e cisterne di orecchini colorati.
Ma solo, e dico SOLO, quando la profezia si autoadempirà, io – con uno dei miei migliori risolini sarcastici misto isterici - crollando insieme alla mia casina, ripenserò a questo giorno…e intonerò un rassegnato ma dove sono gli ingegneri quando servono?!
perchè a parte tutto. gli architetti hanno anche la scusante che devono fare le cose BELLE…penzate invece cosa potrei fare io se avessi preso la facoltà di Medicina:
- Dott.ssa la Sterfi! Venga, presto! Un’urgente operazione alla valvola mitralica!!!!
- Chi??? IO??? Oddiooo NO! Ma chi ha detto che devo operarmi??!!
- Ehn…Dott.ssa…è lei che DEVE operare…
- Ahn _chic … già!
- Forza forza…non c’è tempo!
- (correndo verso la sala operatoria) Diceva scusi?!…la valvola mitre…mitrost…eh, dove staH?!
Disse la sorella di William Wallace
Succede che l’altro giorno ascolto distrattamente QUASI per caso – che non si pensi che stessi origliando ehn! – una conversazione tra i miei procreatori:
Padre < certo che la stefi…
ehn…stanno forse parlando di me?!?
Padre < …con il tipo di lavoro che le aspetta. Beh. Se un giorno decidesse di avere un figlio…
gah! _svenni
Padre < …l’essere lontana da casa…non sarà facile…
Madre < eh, beh, son scelte. come quando tu andavi via per lavoro e, tornato, i bambini quasi neanche ti riconoscevano…
Padre <…eh. ma alla fine la madre è sempre la madre…
ahn! i sali! presto i sali!…
Già. Curiosity killed the cat. me lo merito. Peccato che amme mi ci ha fatto secche tutte e 7 le vite. E in un colpo solo. Io poi mi conosco...ci penso, ci filotto e ci cucio su anche una bella trapuntina (rigorosamente a righe) – attenzione però, probabile che la stefi dopo aver smobilitato il mondo per costruirsi la trapuntina, l'abbandoni così sul più bello. Invero a un secondo dal completamento. Quindi non che non ci abbia mai pensato, intendiamoci. Ma quando ci penso così è come se tutto rimanesse chiuso dentro un barattolo di vetro e schiacciato sotto ovatta. cose che sai che ci sono ma le tieni buone, lì ferme, in salamoia. Non credo avrò la presunzione di mettere al mondo un figlio, o di chi ne farà le veci, soltanto per paura della solitudine o per noia. O, ancor peggio, per conformità. Non credo tutti debbano per forza avere il timbro di garanzia genitoriale. Io devo ancora capire – certo le basi propendono per genitore 0 – simpatica zitella zompettante 8. ma non è questo il momento per capire. penso solo a quanto sono cambiata in questi anni. quindi perché non potrebbe succedere di nuovo ahn?! Oggi rifacendo il letto ho trovato, raggomitolati, calzetti & stuff, cose che neanche il mio casetto dell'intimo è così ben fornito. Tutti schiacciati e infessurati ai piedi del letto. Si, ma dico io, che se non so cosa nasconde il fondo del mio letto…come posso pretendere di sapere quello che trama il mio cervello in alcune delle sue più polverose mensole?!
Sono a quel punto della fase creativa in cui ti fermi. sgrani gli occhi verso destra, poi lentamente verso sinistra, con la faccia impaurita di un probabile perdio! da dove spuntano sti fiocchetti rosa e peluche d’ogni genere e dimensione. poi, però, ti accorgi che camera tua non si è tramutata nella residenza estiva della barbie e allora ti fermi davvero e ti guardi dal di fuori. e quello che vedi è soltanto una sagoma semicolorata dai contorni sfocati e distorti che, seppur in posizione statica, non sta ferma, ma si muove di un moto anormale nonché oltremodo improbabile per una persona del mio stesso codice a barre. Ma la cosa che fa rabbrividire e che in particolare mi fa bofonchiare flebili parole stanche e senza senso è che i frutti di questa covata sembrano assumere sempre più il livello non-sense/pippementali da copy.
Che qualcuno mi salvi. Forse sono ancora in tempo.

secondo voi - per queste feste - la sterfi:
a. ha visto la luce. ne segue un forte scompenso psicologico che le fa credere di essere un albero di natale
b. ha assunto sostanze stupefascinose - gravi e ben visibili ad occhio nudo gli effetti collaterali
c. si chiede dove diavolo siano finite le microluci scintillanti da mettere al collo
ma a parte tutto:
TanTe tAntE AnGURiE a tutti!
e ricordate: PANDORO.
tutta la vita.
amen.
Ci sono tante cose che ancora non riesco a capire di me. come ad esempio, il perché tante volte io non abbia voglia di parlare. che se qualcuno cerca di farmi parlare con la forza mi irrigidisco, non alzo un muro, ma solo un traballante separè, di quelli che vedo-nonvedo. perché poi è solo una carta velina verde che copre un regalo nero. cade il separè, ed io acidamente inveisco. producendo un tutto sommato simpatico borbottio tipico di una certa vespa bordeaux arrugginita e piegata dalla noia e dalla consuetudine moderna. la cosa strana è che alla fine, ho parlato lo stesso. ma solo per non fare qualcosa che non volevo fare. o almeno credo. ma sicuramente questa è un’ autogiustificazione che scivola. pulita. come tante altre cose mi scivolano addosso. ma senza motivazione. il fatto che trovi del tutto inespressivi e disinteressanti certi atteggiamenti, certi discorsi, quei classici comestai? cosafai? madaquantononcivediamo?!. spesso sono demotivata nel raccontare pezzi della mia vita a certe persone.
oGgi, per poter scrivere un post sensato devo spassionatamente dire che: sulla base delle mie odierne condizioni fisiche ho girato troppo come una trottola alla ricerca di improbabili e impossibili microluci scintillanti. Ho decisamente bevuto troppo vino. Ho mangiato troppo pandoro - ma almeno mi sono tolta la scimmia che mi si era colonizzata addosso da 2 settimane a questa parte. Stanotte poi ho dormito troppo poco. Ieri sera ho lavorato troppo. Senza guadagnare poi quel troppo che mi farebbe tanto felice.
E che poi, dico io, se non riesco a scrivere un post sensato...pensate a cosa posso essere capace con davanti un libro di negoziazione.
Non so se il mondo sia effettivamente pronto per questo.
Io si, di sicuro.
non mi piace pensare all'esistenza dell'illusione. ma non mi piace neanche pensare di diventare un'insensibilmente gelida persona con occhi incurantemente apatici e disincantati. hopelessly vecchiaccia agrodolce. sentirei bisbigliare alle spalle. una di quelle che inveisce contro il mondo serrando dietro di se porte e finestre. e che, tappando ogni più piccola fessura di fuga, non fa entrare un filo, dico un filino uno, di luce. non voglio avere delle pompose certezze. voglio stupirmi. sono giovane e credo di avere quasi il diritto di poter continuare a stupirmi. l'illusione però la lasciamo a qualcuno che la fa di mestiere. politici. maghi. fate voi...io voglio solo riequilibrarmi. e continuare a vedere. le cose belle. ma con un occhio in sovradosaggio da caffeina. e sotto un grande paio di occhiali da sole. colorati naturalmon.

E ALLA FINE FU PIOGGIA
- …non ricordo l’ultima volta che ha piovuto così tanto a Milano.
- …che stranooo…ma sai che mi hanno detto la stessa identica cosa quando ero a Londra!?
- uhmmm, e secondo te questo non significa niente?!
- ...che la nostra pigrizia e l'incuranza ecologica sta distruggendo il sistema climatico?!
- -_- ecco. quasi...
- …dannato buco dell'ozono!
SEMPRE DRITTA CONTRO IL MURO
- …ma qua non doveva esserci un giardino?!
- …
- e allora perché c’è un muro?!
- guarda la cartina! dice esattamente che qua c’è un GIAR-DI-NO.
- ehn -_- quello non è un giardino. sono dei binari.
- effettivamente...mi sembrava un giardino un pò stranooo. tutto lungo e strettooo...
- ddamn…
- non capisco proprio come sia potuto succedere…
AAA CERCASI
- allora, la sterfi, hai trovato un giovane miliardario milanese?!
No, ma io dico, dico, com’è che c’hanno tutti sta smania di accasarmi?! -_-“
- na. _ehn
comunque sei il solito materialista. Io sono più per uno spirito un pò così, un po’ artista un po’ intellettuale…quel trasandato ricercato da artistoide creativo insomma.
- …ma con i soldi.
- …preferibilmente. U_U
No perditempo.
Oggi, in una delle mie ultime impegnate e quantomeno agitate mattinate, prendo posto alla mia scrivania. sono le 10.30 passate e sorseggio ancora il caffè con l'occhio assonnato. la sedia - di vimini - pare stia cedendo alla cocciutaggine de la sterfi che fin da piccola Non salire con i piedi sulla sedia che la sfondi. beh. perdio. pare avessero proprio ragione.
Finchè, a gomiti puntati e sguardo fisso, noto una foto scollata e penzolante dal muro. ed una leggera sensazione di decadimento mi assale.
e penso già il muro è in fase di decomposizione. qui bisogna intervenire. subito.
volpescamente decido di camuffare il tutto con una sagace mossa di tappezzamento.
almeno finchè poi anche questo non sarà raggiunto e inglobato dallo stato di putrefazione dell'intonaco...ma, ehi, di questo ce ne occuperemo a tempo debito...
oggi largo spazio allo scotch!
...lo stesso scotch che - già sapientemente usato anni or sono- è riuscito ad inglobarsi con la parete cose che per staccarlo neanche il piccone.
il risultato però sembra onesto U_U

ma solo perchè le foto sono in bianco e nero -_-'

notare però la cura al dettaglio. e come scendono bene gli omini dal mio codino.

questo è il mio topo. un perfetto animale da appartamento. non si muove. non sporca. e non vi sveglia durante la notte. con neanche un pezzetto di formaggio poi vi fa delle punte alle matite che sono eccezionali.

UN ELEFANTE SI DONDOLAVA...
DUE ELEFANTI...
TRE ELEF...
la sterfi: pensa che io sul mio blog…
scatt: U_U
la sterfi: …non ho neanche un contatore!!
scatt: o_O
la sterfi: …
scatt: Ahahahah…la sterfi! Che sagoma! Me l’hai proprio fatta sta volta! Ed io che c’ero quasi cascato…
la sterfi: …
scatt: “non ho neanche il contatore io…” ahahahah forte questa…
la sterfi: -_-'
E dopo la rivelazione shock e il tentativo di rianimare Scatt con l’elenco accessi giornalieri, la mia arringa difensiva si concludeva più o meno così:
la sterfi: …eppoi comunque una volta ce l’avevo anch’io il mio contatore…quello là, come si chiama… SHINYSUSHI! ecco. U_U
scatt: SHINYSTAT, la sterfi! LA shinysushi sarà contenta di sapere che la scambi per un contatore… -_-
la sterfi: vabbè, adesso mi sembra tu ti stia aggrappando a delle sottigliezze...infondo è solo un pallottoliere...
scatt: NON E' UN PALLOTTOLIERE!!!! -_-'
...è un sofisticatissimo software di altissima utilità sociale.
la sterfi: se lo dici tu... -_-
Sta di fatto che SONO IN ARRIVO NOVITA’.
In arrivo significa…non so…tipo quando siete in stazione dei treni e sentite l’annuncio radio: il treno per Busdaiveris è IN ARRIVO al binario 5. ma voi infondo infondo sapete che in realtà quel treno potrebbe arrivare anche il giorno dopo…
Ecco...diciamo che per ora è un IN ARRIVO un po’ alla TrenItalia.
Quindi, sedetevi sulla panchina e abbiate pazienza.
Chi vuole un coffi?!
FINE ESSELE ANCHE INIZIO DI QUALCOS'ALTLO
Guardo le mie calze giallo-verdi attraverso il vetro della scrivania. E penso che non ci sono limiti per una scrivania di vetro. “promemoria: stare composta. specie con la gonna..”
Poi alzo la testa e guardo i colleghi del marketing. Li fisso con sorriso ebete e, scuotendo la testa penso: “povere stelle. Come faranno mai senza di me?!”. Sarà dura. Ma sono ragazzi giovani e forti. Sono sicura riusciranno a superarlo.
- ma non c’è un posto in azienda dove poterti reciclare?
- ma non può andare via qualcun altro al posto tuo?
- ma poi torni?
e allora un po’ ti viene il magone. un bel groppo di lana incastrato in gola. Fermo lì proprio quando certe persone dicono cose che non ti aspetti dicessero. Ma anche quando altre persone non dicono cose che ti aspetti dicessero.
- bene. Io allora a fine mese vado via…
- ahn. Siii…beh…devo ancora parlarne con il mio assistente. Poi vediamo cosa fare.
“FARE”????????
Ma che sia un “fare” tipo fare origami di carta per la mia festa d’addio?!
beh, direi che è l’unica spiegazione plausibile.
e che il pupazzo gigante di Hello Kitty mi protegga.